Nocciolo (Corylus avellana)

Arbusto alto 3-4 metri, talvolta l’albero raggiunge fino ai 10 metri, con ramificazione alta. Presente in tutto il territorio nazionale. É una specie altamente plastica, adatta a vegetare in climi molto diversi e senza particolari esigenze di suolo. Può essere considerata sia come specie colonizzatrice di terreni incolti e di pascoli abbandonati, che come arbusto di sottobosco. Si trova associato particolarmente in radure ed aree marginali ad altre specie arboree, latifoglie o aghifoglie, dalla pianura all’alta montagna (da 0 a 1700 m). I frutti sono notissimi (nocciole); si tratta di grossi acheni racchiusi in un pericarpo legnoso di colore marroncino, eduli. Sono circondati quasi interamente da un involucro fogliaceo (cupola), dentato o irregolarmente frastagliato. Maturano in estate avanzata.

Corylus deriva dal greco “koris” (elmo), per la forma dell’involucro ricoprente i frutti. Dal latino “nux abellana” (noce di Avellino), per la ricchezza di nocciole nel territorio di quella città fin dai tempi antichi. La corteccia di nocciolo ha proprietà febbrifughe e cicatrizzanti. Gli amenti maschili dimostrano doti dimagranti. Alle foglie sono attribuite proprietà depurative, antidiarroiche, toniche, vasocostrittrici, antiemorragiche e cicatrizzanti. Con il legno bianco-rosato si usava confezionare piccoli oggetti rustici: manici, bastoni, cucchiai da cucina, ceste. Viene tuttora impiegato per carbonella.

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*Commissione europea, Direzione generale dell’Ambiente, Desmedt, C., Degueldre, C., 52 suggerimenti per la biodiversità, Ufficio delle pubblicazioni, 2011, https://data.europa.eu/doi/10.2779/96561