Farnia (Quecus robur)

Grande albero deciduo di prima grandezza, di primaria importanza ecologica e nelle migliori condizioni anche economica; alto in bosco mediamente fino a 30-35 m ma può raggiungere i 50 m e diametri del tronco oltre due metri; specie molto longeva superando anche i 500 anni di vita.

É un legno di ottima durata, è di facile lavorazione, serve per costruzioni navali, edili, per travature, per mobili, pavimenti e per doghe per botti, è un ottimo combustibile e produce un ottimo carbone. Componente delle grandi foreste planiziali tendenzialmente continentali dell’Europa centrale e orientale, con inverni rigidi ed estati calde ma mai secche, è piuttosto esigente in luce, predilige i terreni profondi, freschi, fertili con humus con buona disponibilità idrica per tutto l’anno, anche con falda freatica superficiale ma rifiuta quelli troppo compatti.

La Farnia, in Italia, in condizioni naturali, forma fitocenosi con diverse latifoglie costituendo e caratterizzando i boschi di pianura riferibili ai “Querco-carpineti planiziali” che in epoca storica erano diffusi in tutta la pianura Padano-veneto-friulana; i romani in particolare chiamavano queste grandi selve orientali la “Silva lupanica”.

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*Commissione europea, Direzione generale dell’Ambiente, Desmedt, C., Degueldre, C., 52 suggerimenti per la biodiversità, Ufficio delle pubblicazioni, 2011, https://data.europa.eu/doi/10.2779/96561